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Superbonus e agenzia entrate

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Photo by Pixabay
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Scopri quali proprietari riceveranno le notifiche e come possono regolarizzare la loro posizione con il supporto offerto dagli strumenti fiscali disponibili.

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Agenzia delle entrate e superbonus: la questione delle dichiarazioni catastali

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate stanno per raggiungere coloro che hanno usufruito del superbonus edilizio senza inviare la necessaria dichiarazione catastale. Chi si trova in questa situazione? E quali sono i criteri seguiti per l’invio di queste comunicazioni?

Il provvedimento del 7 febbraio ha dato il via libera alla partenza delle comunicazioni via PEC e raccomandata, esortando i destinatari a regolarizzare la loro condizione o a dimostrare perché non è necessario trasmettere la dichiarazione catastale. Ma non aspettatevi un invio indiscriminato: nella fase iniziale, le lettere verranno indirizzate solo a chi possiede immobili privi di rendita catastale o con rendite modeste rispetto ai costi sostenuti per le ristrutturazioni.

Destinatari delle lettere: chi sono?

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Colpiti da queste comunicazioni saranno inizialmente i proprietari il cui immobile sfruttato per gli interventi di superbonus non possiede una rendita catastale o vanta valori catastali bassi rispetto all’entità delle spese. Questo dovrebbe destare curiosità e preoccupazione tra i contribuenti: il perché è facilmente intuibile. Tali situazioni indicano un’evidente trasformazione dell’immobile, richiedendo una revisione della categoria e della classe catastale.

“La comunicazione mira a garantire l’efficienza del processo di denuncia di variazione catastale, cercando di minimizzare l’impatto sui soggetti interessati,” ha sottolineato Lucia Albano, sottosegretaria di Stato per l’Economia e le Finanze, durante le interrogazioni parlamentari del 12 febbraio. Di fatto, ciò si traduce in un controllo più mirato verso quegli immobili su cui sono stati realizzati interventi che avrebbero potuto incrementare sensibilmente la rendita catastale.

Rispondere alle comunicazioni: cosa fare?

Ricevuta la lettera, i destinatari hanno diverse opzioni davanti a loro. È obbligatorio per chi ha visto un incremento della rendita catastale superiore al 15% e per chi ha effettuato demolizioni con ricostruzioni aumentative regolarizzare la propria posizione. Questo può avvenire tramite l’invio della dichiarazione catastale e il pagamento delle tasse dovute, beneficiando però di una riduzione tramite il ravvedimento operoso. Inoltre, devono calcolare e saldare gli interessi maturati in base ai giorni di ritardo.

Ma cosa accade se si pensa di non dover alcun aggiornamento? I contribuenti hanno la possibilità di dimostrare l’inutilità della dichiarazione, presentando documenti comprovanti la loro posizione. “È compito del proprietario provare che non vi è alcun obbligo di comunicazione”, è la strada suggerita dall’Agenzia delle Entrate per chi ritiene di non essere soggetto a questo obbligo.

Futuri sviluppi: ampliamento dei controlli?

Potranno esserci più broadcast di queste lettere in futuro? Le indagini sulla corretta dichiarazione dei dati catastali non si fermano qui. Gli immobili che hanno subito modifiche significative a livello strutturale potrebbero subire ulteriori controlli per accertare la correttezza delle informazioni trasmesse.

L’attenzione sarà rivolta anche a quelle proprietà che presentano discrepanze tra i lavori eseguiti e la rendita catastale dichiarata. Un aumento massiccio della superficie o modifiche significative che cambiano la natura degli edifici potrebbero far scattare ulteriori verifiche, rendendo indispensabile un coordinamento chiaro tra il proprietario e le autorità fiscali.

In sintesi, per chi ha beneficiato del superbonus, sta arrivando il momento di assicurarsi che tutte le carte siano in regola. La chiarezza e l’onestà nelle dichiarazioni non sono solo un dovere, ma anche una protezione contro eventuali futuri contenziosi legali e fiscali.