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Stop alle auto termiche dal 2035 con un transizione morbida

Stop alle auto termiche dal 2035 con un transizione morbida
Photo by wal_172619 – Pixabay
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L’Unione Europea ha deciso: dal 2035 non si venderanno più nuove auto a benzina e diesel. Tuttavia, considerando le complesse dinamiche attuali, la transizione sarà meno drastica del previsto. Come si sta muovendo l’Europa in questo scenario?

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L’incerto cammino verso l’elettrico

Le auto elettriche non hanno ancora conquistato il cuore degli europei, nonostante siano spesso viste come il futuro nel settore dei trasporti. Le attuali difficoltà abbracciano una miriade di sfide, dai venti di potenziali conflitti mondiali alle tensioni economiche e sociali, fino alle ambiziose iniziative per un’automotive green. In tale contesto, l’Unione Europea ha ribadito il suo proposito di interrompere la vendita di auto a combustione tradizionale dal 2035. Però, le autorità comunitarie hanno dovuto adottare un approccio più flessibile per rendere meno traumatico l’impatto di questo divieto.

La recente decisione dell’UE rappresenta uno sforzo per promuovere mobilità sostenibile, spingendo verso veicoli elettrici ed ibridi. Ancora troppo poche sono le auto ecologiche in circolazione, soprattutto in paesi come l’Italia, dove il parco auto è piuttosto vetusto. È importante sottolineare che non si tratta di un’espulsione dei veicoli termici dalla strada: quelli già in circolazione o venduti fino al dicembre 2034 potranno continuare a viaggiare. Si stima, infatti, che questi auto resteranno operative almeno fino al 2050. Tuttavia, dal 2025, l’intenzione è che solo vetture a zero emissioni possano vedere la luce del mercato – siano esse elettriche, a idrogeno, o alimentate da combustibili sintetici. Gli oppositori, inclusi alcuni costruttori, dovranno quindi adeguarsi a questa rivoluzione.

Gli obiettivi europei e l’approccio graduale

Il divieto è una tappa importante nel viaggio verso un continente a basse emissioni di carbonio. L’obiettivo è ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2 entro il 2040, come passo intermedio verso l’ambizioso traguardo delle emissioni zero. Alcuni attendevano possibili ripensamenti o almeno una revisione del piano, ma l’UE ha sorpreso molti concedendo tre anni in più alle case automobilistiche per allinearsi ai nuovi standard. Questo spazio temporale aggiuntivo offre ai produttori il respiro necessario per vendere le proprie auto senza rischiare sanzioni onerose.

Rifletto sulle strategie dell’Unione Europea, possiamo osservare che si cerca di bilanciare l’adozione di veicoli green con il supporto all’industria. Significativo è il pacchetto Battery Boost, destinato a potenziare la produzione di batterie con ingenti investimenti. Con circa 1,8 miliardi di euro proiettati verso questa causa, si prevede l’espansione delle infrastrutture necessarie per supportare una mobilità sostenibile a lungo termine.

Quadro futuro incerto ma promettente

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L’approccio multiforme adottato dall’Unione Europea è un intrigante esperimento di equilibrio tra sostenibilità ambientale e crescita industriale. Almeno fino al 2027, non sono attese modifiche significative, ma saranno gli sviluppi futuri a definire la vera portata di queste politiche. Tutti possiamo chiederci: l’UE riuscirà a mantenere il suo piano di decarbonizzazione senza sacrificare la crescita economica? Solo il tempo fornirà le risposte, ma la direzione è ormai tracciata, e l’ambizioso progetto mira a trasformare radicalmente il panorama della mobilità nel vecchio continente.