Come stanno cambiando i contratti d’affitto in Italia e perché il modello 4+4 sta perdendo terreno rispetto ad altre opzioni?

Il mercato degli affitti in Italia sta vivendo un momento di trasformazione. Uno dei protagonisti di questo cambiamento è il contratto di locazione 4+4, un tempo il più gettonato tra i proprietari, oggi vede il suo predominio vacillare. A influenzare questa evoluzione sono le nuove dinamiche economiche, l’inflazione crescente e l’ascesa dei contratti di affitto transitori e a canone concordato che la rendono una soluzione sempre meno popolare.
Adeguamenti annuali e loro impatti
Esaminare il comportamento del contratto 4+4 da febbraio 2024 appare fondamentale per comprendere l’attuale scenario. Secondo Idealista, un’autorevole fonte nel campo immobiliare, gli affitti dei contratti 4+4 sono soggetti ad adeguamenti annuali che seguono la variazione dell’inflazione e dell’indice FOI. Questi aggiustamenti hanno comportato un aumento significativo dei canoni d’affitto. L’inflazione è aumentata dell’1,6% e l’indice FOI dell’1,5%, il che si traduce in un aumento del canone di affitto per gli inquilini. Nel dettaglio, è interessante osservare come Milano abbia sperimentato un incremento di circa 30 euro al mese, seguito da Firenze con 24 euro in più. Altre città come Bolzano, Como e Venezia hanno visto aumenti pari a 19 euro mensili. Questo scenario si riflette su scala nazionale, con un rincaro medio di 12 euro al mese per ogni trilocale.
Vantaggi dei contratti transitori e a canone concordato
Non stupisce quindi perché molti stiano voltando le spalle al contratto 4+4. Chi ha la possibilità di scegliere guarda con maggior favore ai contratti transitori o a quelli a canone concordato. Gli affitti transitori si rivelano attraenti per i proprietari grazie a una durata ridotta che limita il rischio di morosità. E chi non preferirebbe evitare inquilini problematici, pur beneficiando di maggiore flessibilità? Inoltre, questi contratti permettono l’accesso a inquilini con contratti a termine, ampliando le opzioni per il proprietario.
I contratti a canone concordato, dal canto loro, offrono un’ulteriore layer di vantaggi economici. Permettono infatti ai proprietari di ridurre sensibilmente le tasse, godendo al contempo di una stabilità nei guadagni grazie a canoni di affitto calmierati. Questi benefici fiscali risultano particolarmente appetibili in un contesto economico incerto, riducendo il carico tributario complessivo.
L’Impatto Economico sul mercato dei contratti 4+4
La riduzione della popolarità dei contratti 4+4 si riflette nettamente nell’attuale andamento del mercato. L’obbligo di adeguare il canone all’inflazione e all’indice FOI ha reso più oneroso l’affitto per molti inquilini. Per chi tiene le redini del portafoglio familiare, è evidente come ogni euro conti. In questo contesto, contratti alternativi come quelli transitori e a canone concordato sembrano guadagnare sempre più appeal, grazie alla loro flessibilità e ai vantaggi fiscali offerti ai proprietari.
È lampante osservare come i proprietari siano più inclini a considerare opzioni che favoriscano un equilibrio tra rendimento e rischio, evitando l’appesantimento fiscale. Mentre il passato vedeva il contratto 4+4 come un baluardo di sicurezza e continuità, l’attuale contesto economico ne ridefinisce i contorni, spingendo verso modelli di locazione più dinamici.
In sintesi, i mutamenti economici, combinati con nuove esigenze abitative e opportunità fiscali, stanno ridisegnando il panorama degli affitti in Italia. Il contratto 4+4, benché ancora in uso, ha visto l’affievolirsi del suo dominio, incalzato da alternative che sembrano rispondere meglio alle necessità di un mercato in perenne evoluzione.