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La riforma delle cartelle esattoriali: un futuro senza debiti?

La riforma delle cartelle esattoriali: un futuro senza debiti?
Photo by wynpnt – Pixabay
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Il dibattito sulla gestione delle cartelle esattoriali si riaccende in Italia, mentre il sistema attuale mostra i suoi limiti. Emergerebbe la proposta di un condono tombale per risolvere definitivamente una questione ormai cronica.

La riforma delle cartelle esattoriali: un futuro senza debiti?
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Nel panorama delle tasse italiane, riemerge l’opportunità di presentare domanda per la riapertura dei termini della rottamazione quater, una misura destinata al condono delle cartelle esattoriali. Questo permette a chi è venuto meno ai pagamenti di una rata del precedente piano, e quindi decaduto dal beneficio, di richiedere una nuova opportunità per usufruire nuovamente dei vantaggi fiscali previsti.

L’Impasse delle rottamazioni: un problema irrisolto

La recente proposta di legge da parte della Lega per l’introduzione di una nuova rottamazione, la rottamazione quinquies, solleva importanti questioni. Nonostante le audizioni condotte da organismi come l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento delle Finanze, viene evidenziata una realtà ormai lampante: le rottamazioni delle cartelle esattoriali non rappresentano una soluzione definitiva. Da qui, l’idea o forse l’esigenza, di un vero condono tombale, capace di agire in modo decisivo su quelle cartelle che restano insolute.

Un cambiamento radicalmente necessario

Il concetto di rottamazione delle cartelle segue una logica chiara: i debitori ricevono uno sconto significativo su sanzioni e interessi. Tuttavia, il sistema sembra incastrarsi in un ciclo senza fine, spingendo alcuni a speculare sull’arrivo di provvedimenti sempre più vantaggiosi. Per molti, l’adesione a questi piani agevolati è una mossa di strategia più che una reale intenzione di risanare i debiti, dato che le rate rimangono troppo onerose. Questa catena di eventi, dove si rincorrono scadenze e nuove agevolazioni, non riduce affatto il debito colossale accumulato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossioni.

Una Possibile Via d’Uscita: Il Condono Tombale

È dunque emerso che più del continuo rinvio e sospensione dei pagamenti, potrebbe servire un condono tombale – soprattutto per le mini-cartelle il cui recupero risulterebbe antieconomico. Gli strumenti attuali, come il saldo e stralcio o le stesse rottamazioni, offrono vantaggi consistenti, ma per i casi più disperati, un condono che cancella integralmente il debito andrebbe a snellire il carico amministrativo, liberando l’Agenzia delle Entrate dal compito di gestire crediti praticamente irraggiungibili.

Il potenziale mettere in gioco coinvolgerebbe fino a 500 miliardi di euro in cartelle esattoriali, insieme a un quadro di 1.272,90 miliardi complessivi non ancora riscossi. Eppure, le precedenti quattro rottamazioni hanno contribuito a recuperare una somma ben inferiore rispetto a quanto ci si potesse attendere – solo 34 miliardi di euro, confermando in modo inesorabile i limiti di queste misure. L’impressione è che sia ormai necessario un cambiamento drastico per affrontare una volta per tutte questo ingombrante problema strutturale.

L’Incessante discussione sulle politiche fiscali

Da ogni rottamazione emerge la decadenza di oltre il 50% dei contribuenti coinvolti, un dato ancora più allarmante con il progredire delle iniziative: 68% alla seconda, 70% alla terza, fino alla quater che, con un 49% di decadenze già registrate, promette un futuro altrettanto incerto. Ad alimentare questo dibattito c’è anche l’audizione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che ha evidenziato l’irrisoria percentuale di cartelle effettivamente recuperabili comparata al totale.

Moltissime cartelle sono intestate a persone decedute, aziende cessate o soggetti nullatenenti, rendendo il loro recupero improbabile e soprattutto antieconomico. Considerando i costi burocratici e operativi, è chiaro che non incassare queste somme non impatterebbe gravemente sul bilancio pubblico.

Il condono tombale, dunque, potrebbe porsi come una mossa strategica, seppure non priva di controversie, che consentirebbe di voltare finalmente pagina su una delle questioni fiscali più annose del nostro tempo.