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Bonus Maroni 2025: vantaggi per chi posticipa

Bonus Maroni 2025: vantaggi per chi posticipa
Photo by geralt – Pixabay
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Scopri come la Legge di Bilancio 2025 ha reso il Bonus Maroni più accessibile, incentivando i lavoratori a ritardare la pensione con benefici economici.

Bonus Maroni 2025: vantaggi per chi posticipa
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Bonus Maroni: un’opportunità per ritardare la pensione

Il Bonus Maroni rappresenta un incentivo interessante per i lavoratori che scelgono di posticipare la pensione, offrendo vantaggi notevoli grazie alle recenti modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Attraverso l’ultimo aggiornamento comunicato dall’INPS, questo strumento è ora più accessibile e vantaggioso.

Alla scoperta del Bonus Maroni

L’introduzione del Bonus Maroni segna un passo verso una maggiore flessibilità pensionistica. Destinato a chi posticipa il pensionamento, permette di ricevere i contributi a carico del lavoratore direttamente in busta paga, che ammontano al 9,19% della retribuzione. Originariamente riservato a chi maturava il diritto alla Quota 103, adesso include anche coloro che soddisfano i criteri per pensione anticipata.

Dettagli economici del Bonus

Il ruolo del Bonus Maroni è stato ampliato grazie all’articolo 161 della Legge 203/2024. L’incremento dell’accessibilità permette ai dipendenti di rinunciare ai contributi a loro carico per riceverli subito sotto forma di aumento salariale, a patto che abbiano raggiunto 62 anni e 41 anni di contribuzione, o rispettivamente 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In questo modo, l’incentivo è stato pensato per attrarre un ampio raggio di lavoratori, favorendo un prolungamento della carriera lavorativa.

Cambiamenti apportati dalla Legge di Bilancio 2025

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La recente Legge di Bilancio ha rinforzato questo incentivo per sostenere il proseguimento dell’attività lavorativa oltre i requisiti per la pensione anticipata. I dipendenti che scelgono di usarne i benefici non vedono più versata la parte dei contributi obbligatori, che invece ricevono in busta paga. Questo non solo avvantaggia i lavoratori, ma anche i datori di lavoro, che sono esonerati dal versare quei contributi a meno che non si tratti delle loro quote.

Un altro aspetto rilevante è la non imponibilità fiscale delle somme ricevute, una scelta che si traduce in un vantaggio netto per il dipendente, come chiarito dall’INPS nella sezione dedicata agli incentivi per il rinvio della pensione.

Come richiedere il bonus maroni

Le modalità di richiesta del Bonus restano pressoché invariate, rendendo agevole per i lavoratori inoltrare la loro domanda. Le domande possono essere presentate online sul sito dell’INPS utilizzando SPID, CNS, CIE 3.0 o eIDAS, seguendo il percorso dettagliato offerto dal portale. In alternativa, i lavoratori possono usufruire del supporto degli Istituti di patronato o contattare il Contact Center Multicanale per ottenere assistenza.

L’implementazione di questo sistema di incentivi dimostra l’impegno verso un sistema previdenziale più flessibile e attento alle esigenze dei lavoratori, garantendo al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il Bonus Maroni, quindi, non solo solleva il lavoratore dall’obbligo contributivo, ma rappresenta un vantaggio duale, sia per chi offre ulteriori anni di esperienza lavorativa, sia per l’amministrazione fiscale, confermando una visione previdenziale più moderna ed efficiente.